Dr. Francesco Tisano

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Terapia di gruppo

TERAPIA DI GRUPPO

Terapia di gruppo - Psicologo Varese

Il gruppo terapeutico che proponiamo è condotto da due terapeuti (un uomo e una donna).

Gli incontri hanno una durata variabile compresa tra i 60 ed i 90 minuti, mentre la cadenza è di una volta alla settimana, sempre nello stesso giorno e in orario serale.

 

E' preferibile che i partecipanti abbiano svolto o stiano svolgendo un percorso terapeutico individuale con uno dei due conduttori. Le nuove richieste vengono valutate attraverso almeno 2 colloqui individuali necessari alla conoscenza reciproca, alla valutazione delle motivazioni ed all'elaborazione di paure ed aspettative rispetto al nuovo percorso.

I partecipanti sono di entrambi i sessi, devono aver raggiunto la maggiore età e sono di numero compreso tra i 6 ed i 10. Il gruppo è in alcuni momenti chiuso, mentre in altri viene aperto a nuovi ingressi, in base alla fase di vita attraversata dal gruppo stesso, alle dinamiche emerse e alla valutazione dei conduttori, spesso condivisa con i partecipanti soprattutto in gruppi avviati e coesi.

 

La durata del percorso è variabile, non prevedibile a priori e concordata in itinere con i componenti del gruppo.

LA TERAPIA SISTEMICA E IL GRUPPO TERAPEUTICO

L'idea che la salute e la crescita dell'individuo dipenda dal rapporto con i suoi sistemi relazionali permette di guardare al gruppo terapeutico come contesto privilegiato in grado di fornire particolari occasioni per correggere le eventuali distorsioni originate in quei contesti. Questo è possibile perché il gruppo terapeutico, per ciascun membro, in un dato momento, può assumere le "sembianze" del sistema interattivo che l'ha "imbrigliato" nelle maglie delle sue intricate relazioni.

L'intento è quello di facilitare la correzione dei vissuti del singolo e formare una cultura sistemica che induca ciascun componente a sentirsi parte di un tutto in un continuo gioco relazionale fondante creatività e salute. Il terapeuta tenta di modificare quanto va strutturandosi vedendo il gruppo come insieme ed il singolo come parte che sostiene il funzionamento della globalità gruppale.

 

La psicoterapia di gruppo si basa su una visione multipersonale dell'individuo e deriva soprattutto dalla considerazione che gli esseri umani vivono sempre in gruppo e che i gruppi stessi possono essere compresi solo nella relazione con l'individuo nei suoi contesti di vita.

 

Il gruppo per ciascuno membro, da un lato, funge da prisma che scompone la sua molteplicità e, dall'altro, fa da specchio restituendo al singolo, spesso amplificato, quanto egli sta proiettando sugli altri. Secondo questa ipotesi il gruppo terapeutico si presta bene a rappresentare funzionalmente i tre sistemi relazionali - la famiglia, il gruppo dei pari ed il sistema relazionale degli adulti - indispensabili per la crescita del soggetto.

Il gruppo terapeutico, quando acquista le "sembianze" della famiglia di origine, può consentire ai suoi membri di vedere negli altri componenti somiglianze con la propria famiglia, fornendo in questo modo a ciascuno una occasione per correggere il proprio repertorio emozionale. Secondo questa ipotesi, durante la crescita, l'individuo assume questo repertorio all'interno di particolari configurazioni di rapporto con la famiglia di origine.

 

Nella vita  le  configurazioni possibili dovrebbero essere attraversate tutte, in quanto ognuna arricchisce la personalità di una serie di polarità emotive. Qualche volta, però, accade che una di esse si irrigidisca, con possibili esiti psicopatologici: durante il lavoro di gruppo risulta necessario riattivare la mobilità intrafamiliare proponendo le configurazioni mancanti nel tentativo di correggere i vissuti emozionali di ciascun componente.

 

Il gruppo può mettere in atto le stesse funzioni della famiglia: di controllo, di accudimento, di elaborazione e di spinta. E' nell'essere accudito dalla famiglia che l'individuo trova sostegno e forza per avventurarsi nel compito dell'individuazione che rende il ciclo della propria vita un'esperienza unica e, al contempo, coerente con il proprio passato. La funzione di elaborazione invece consente di decodificare quanto accade dentro di sé e nel mondo esterno con i suoi valori, i suoi miti e i suoi pregiudizi. La terza funzione, spingere, si espleta attraverso il gioco dell'attaccamento e della separazione.

Il gruppo terapeutico può offrire anche la possibilità di ritrovare altri modelli di identificazione rispetto alla matrice familiare; quando per esempio funziona come "gruppo dei pari", può consentire ai suoi membri di rispecchiarsi e di attivare risonanze comuni che permettono di condividere l'esperienza in itinere. Su questo registro esercita un ruolo significativo nel processo di socializzazione, fornendo un contesto condivisibile di sostegno e di convalidazione cognitiva che aiuta ciascun componente ad affrontare i cambiamenti sperati. Il gruppo sostiene il singolo fornendogli un linguaggio specifico ed un sistema di valori in cui riconoscersi per formare la propria identità.

 

Il gruppo attraverso un processo naturale di incitazione all'interdipendenza facilita la relazione di solidarietà e di amore. Questa spinta consente alle diverse soggettività di "perdersi" ma anche di "ritrovarsi". L’interdipendenza infatti è alla radice dell'innamoramento e l'esperienza del perdersi e del ritrovarsi rappresentano i momenti indispensabili per accettare e rispettare se stessi e gli altri. Il perdersi fa scoprire la dipendenza e la capacità di riconoscere l'importanza dell'altro da cui si dipende; il ritrovarsi annuncia, invece, la capacità di essere soli senza sentirsi soli, in cui l'altro è presente come altro da rispettare.

 

Il gruppo terapeutico quando fornisce occasioni di funzionamento da "sistema relazionale degli adulti" può permettere di riesaminare l'universo simbolico dei suoi componenti, aiutandoli a ripensare più creativamente alle proprie problematiche. La comprensione del registro simbolico può offrire la possibilità di riaprire lo spazio progettuale e consentire di concepire il futuro al di là della coazione a ripetere del sintomo. Il gruppo, come universo relazionale di adulti, può richiamare inoltre il singolo alla competizione costruttiva, alla cura degli altri e, soprattutto, all'assunzione delle proprie responsabilità.

Parlando di questo universo relazionale occorre anche considerare ciò che spesso esso evoca a livello dell'immaginario collettivo come, per esempio, il mito del successo, il mito del denaro, il mito dell'indipendenza e così via.

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